Focemicina: scopri il passato

Un viaggio nel passato per far rivivere i ruderi dei Porti di Claudio e di Traiano.

Navigando tra le pagine potrete scoprire i luoghi abitati dai nostri antenati attraverso la ricostruzione virtuale di Portus

Nelle Cronache di Portus potrai rivivere il quotidiano di chi 2000 anni fà abitava il territorio.

Attraverso piccoli dettagli lasciati tra le rovine rimaste a Fiumicino, possiamo capire molto di questa civiltà e comprendere il nostro presente. Buon viaggio!

Fiumicino: vivi il presente

Una finestra interattiva aperta su Fiumicino per conoscere nel dettaglio le risorse di questo territorio.

Area Archeologica

La costa oggi dista circa 3 km dall'impianto antico di Portus, che si trova stretto tra le infrastrutture dell'Aereoporto, la rete dei percorsi stradali e autostradali e l'avanzamento dell'urbanizzazione. L'area archeologica ha una estensione di 65 ettari per il periodo successivo alla costruzione del primo circuito murario, cioè per il IV-V secolo. La zona in proprietà demaniale non comprende tutta Portus, che per buona metà è ancora privata e per una parte è stata isolata dal tracciato della via Portuense moderna. L'ingresso all'Area Archeologica coincide con la linea di spiaggia di epoca tarda, di fronte ai resti delle mura difensive dell'ultima fase (V-VI secolo) in Via Portuense, Km. 2,700 -

Il bacino del Porto di Traiano (Portus Traiani) perfettamente esagonale è scavato nella terraferma. Con una diagonale di 716 metri e lati di 357, lo specchio d’acqua consentiva un ordinato ormeggio a circa duecento naves onerariae di diversa stazza; la profondità di almeno cinque metri ne rendeva difficile l’interramento, anche grazie all’effetto di decantazione operato dal più antico ed esterno bacino di Claudio. Se consideriamo anche le banchine lungo gli spazi d’acqua connessi, la darsena e il nuovo canale scavato da Traiano, possiamo stimare che vi potessero trovare sicuro approdo quasi quattrocento imbarcazioni da carico.

Il nuovo scalo favorì lo sviluppo di Portus. Circondato da edifici di servizio di rilevanti dimensioni, il nuovo e più efficiente impianto funzionò da attrattore per il centro abitato di Portus (urbanisticamente del tutto indipendente da Ostia) che secondo taluni raggiunse dimensioni considerevoli, anche se sinora non sono state individuate insulae, i grandi caseggiati a più piani che caratterizzavano i centri abitati di rilievo.

Il successo del Portus Urbis, affiancato dalle altre nuove strutture portuali volute da Traiano a Centumcellae (Civitavecchia) e Terracina, innescarono il lento declino di Puteoli (Pozzuoli), sino a quel momento – malgrado la distanza – porto di riferimento per Roma.

Entrate le navi nel bacino, le merci venivano stoccate in enormi magazzini spesso muniti di portici (horrea, con una capienza stimata fra le 1600 e le 2430 tonnellate di grano) per poi essere avviate a Roma via fiume, oppure trasbordate direttamente sulle piccole imbarcazioni (caudicariae) che risalivano il Tevere sino al cuore dell’Urbe, di norma trainate controcorrente da pariglie di buoi. 

Il Porto di Traiano ebbe quindi solo una funzione commerciale. Sul lato opposto dell'imboccatura dovevano sorgere i magazzini vinari per l'esistenza di un tempio dedicato a Bacco (Liber Pater)

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Fatti & Misfatti

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stampaAccadde a Fiumicino 

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