Focemicina: scopri il passato

Un viaggio nel passato per far rivivere i ruderi dei Porti di Claudio e di Traiano.

Navigando tra le pagine potrete scoprire i luoghi abitati dai nostri antenati attraverso la ricostruzione virtuale di Portus

Nelle Cronache di Portus potrai rivivere il quotidiano di chi 2000 anni fà abitava il territorio.

Attraverso piccoli dettagli lasciati tra le rovine rimaste a Fiumicino, possiamo capire molto di questa civiltà e comprendere il nostro presente. Buon viaggio!

Fiumicino: vivi il presente

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Ponte di "Matidia"

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 Ponte di "Matidia"

Tra il 1972 e il 1979, a nord-ovest della Basilica di S. Ippolito, sono stati compiuti degli scavi, in seguito ad uno sbancamento della golena d’argine eseguiti dal Genio Civile. I saggi permisero di individuare i resti di un ponte tra le due sponde della fossa e definire il tracciato della strada per Ostia.

La strada, lastricata con basoli di pietra vulcanica giungeva all’antico argine con andamento rettilineo in direzione nord-sud ed era costituita da una preparazione in ghiaia di fiume poggiante su un drenaggio in blocchi di tufo. In direzione ovest si sviluppava una serie di ambienti coperti con volte a botte, paralleli al fiume, originariamente intonacati a vivaci colori, divisi da muri in opera reticolata che furono successivamente abbattuti. Essi erano disposti su tre serie parallele.

Gli ingressi dovevano aprirsi lungo lato della terraferma e permettere il passaggio. Per la funzione di queste costruzioni si può pensare a dei depositi o a degli ambienti relativi ai servizi della navigazione.

Questi di ambienti di proporzioni monumentali oggi sotterranei si estendevano per più di 50 m a valle del ponte. La strada in corrispondenza degli edifici ripanei adiacenti a questi “grottoni” doveva presentare uno slargo perlomeno verso sud forse una piazzetta per imboccatura del ponte, distrutta dal fiume ma documentata da una smussatura del pilastro d’angolo di un edificio laterale. I materiali e i tipi delle strutture edilizie fanno attribuire questo impianto alla prima metà del II secolo d.C. in perfetta concomitanza con le fonti storiche relative alla zona e cioè agli anni di Adriano che ha in questa zona continuato la politica urbanistica e commerciale.

La strada è rimasta agibile sicuramente fino a metà del VII secolo d.C. e gli edifici hanno avuto almeno altri due modesti rifacimenti che purtroppo non si possono distinguere ne datare con precisione perché questa parte essendo la più superficiale e anche quella più fortemente manomessa dallo sbancamento.

La scoperta del ponte è indubbiamente la più importante è senza dubbio la più logica e ha preso l’avvio dalla scoperta di un’iscrizione rinvenuta ai bordi della strada e reimpiegata come piano di fondo della tomba di epoca molto tarda. Si tratta di una modesta sepoltura alla cappuccina costruita con materiali di risulta del piano stradale. Del ponte oggi non è visibile praticamente nulla. Le ricerche subacquee effettuate con l’intervento dei sommozzatori hanno individuato nel limo fluviale resti della fondazione del pilone centrale in struttura cementizia e le fondazioni della spalletta sinistra.

La fondazione oggi sommersa dista circa 10 m dall’attuale linea di sponda mentre il pilastro partendo da questa base si trova all’incirca al centro della fossa. Per ciò che concerne il tipo e il materiale delle strutture aeree del ponte non si hanno risultanze archeologiche, sebbene il ritrovamento di un’iscrizione scoperta nei pressi abbia chiarito ogni interpretazione.

Si tratta di una lastra opistografa con due testi distinti che fu impiegata nella costruzione di una tomba molto tarda, posta nella rampa a capo del ponte e rimasta celata tra le macerie antiche nel corpo dell’argine moderno. La lastra di marmo greco tagliato molto sottile: larga cm. 131, alta cm. 43, spessa appena centimetri 2,7 spezzata in sei frammenti perfettamente combacianti. (vedi fig.). Il testo di una chiarezzaestrema nel suo senso generale, si tratta della dedica del Pons Matidiae, ricostruito durante l’impero di Onorio e di Teodosio, dopo che era andato distrutto in un incendio.

Il ponte dunque costruito negli anni di Adriano leggermente spostato dall’asse della strada più antica era a due luci con un alzato non precisabile e sia pure con i restauri e le modifiche inevitabili in così ampio arco di tempo, deve essere rimasta in funzione fino al crollo causato da un incendio, le cui tracce si leggono con chiarezza assoluta negli edifici adiacenti.

 

ponte matidia lastraopistografa

 

 

 Ponte di Matidia e S. Ippolito: 

Per la storia dell'Isola Sacra (cat.), Roma 1975; M. L. Veloccia Rinaldi, P. Testini

Ricerche archeologiche nell'Isola Sacra, Roma 1975

 

 

Ultima modifica il Sabato, 18 Aprile 2015 09:50

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