Focemicina: scopri il passato

Un viaggio nel passato per far rivivere i ruderi dei Porti di Claudio e di Traiano.

Navigando tra le pagine potrete scoprire i luoghi abitati dai nostri antenati attraverso la ricostruzione virtuale di Portus

Nelle Cronache di Portus potrai rivivere il quotidiano di chi 2000 anni fà abitava il territorio.

Attraverso piccoli dettagli lasciati tra le rovine rimaste a Fiumicino, possiamo capire molto di questa civiltà e comprendere il nostro presente. Buon viaggio!

Fiumicino: vivi il presente

Una finestra interattiva aperta su Fiumicino per conoscere nel dettaglio le risorse di questo territorio.

Navicella bronzea nuragica

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Nel 1869 venne ritrovata presso la foce del Tevere, nella zona di "Porto" una navicella bronzea nuragica di cui rimase a lungo ignota la collocazione. 

Nel 1868 la navicella era in possesso dell'antiquario Augusto Castellani che la ebbe dal principe Alessandro Torlonia, proprietario della tenuta di Porto, dove, intorno a quegli anni, vennero condotti grandi interventi di scavo.

In seguito ad ignote vicende la navicella pervenne nel 1932 al Museo dell'Ermitage di Leningrado (oggi San Pietroburgo). 

Era stata descritta così: 

"La navicella ad una estremità, finisce in testa di capra e sostiene sull' orlo superiore due cinghiali uniti ad un anello. 

Navicella bronzea con scafo fusiforme e giogobovino sul margine. 

Scafo con estremità ben pronunciate, fiancate inclinate verso l'esterno, percorse da tre costolature: una sotto l'orlo, una al centro, laterza presso il fondo.

Sul margine si trovano due figure di bovini, uno per parte, entrambi rivolti verso l'estremità posteriore, collegati tra loro mediante un elemento a listello arcuato, sul quale era un anello, anch'esso disposto trasversalmente rispetto allo scafo.

Questo ponte appare fissato, in corrispondenzadel dorso degli animali, per mezzo di una colata di metallo che sembra avvolgere il collo di ciascun bovino e ricoprire, in parte, anche le corna ed il capo delle due figurine. 

I corpi sono cilindrici, gli arti a bastoncelli paralleli lievemente tesi in avanti e tern1inanti con zanpe poco pronunciate; coda verticale parallela agli arti posteriori.

Fondo distinto, piatto, con quattro peducci disposti a coppie. due verso l'estremità anteriore, gli altri due presso la parte posteriore dello scafo. 

Sull'estremità anteriore si inserisce il lungo collo percorso da un filo ad avvolgiJl1ento a spirale che avvolge anche il tratto superiore dello scafo.

Protome bovina con breve muso lievemente espanso all'estremità, piccole orecchie sotto le corna; corna lunghe e sottili ricurve all'indietro."

STATO DI CONSERVAZIONE: Patina molto scura, quasi nera. Anello di sospensione spezzato alla base.

DIIENSIONI: cn1 19,7 (lunghezza).

 

BIBLIOGRAFIA: WYLlE 1869, p. 487, pl. XXVIII,2; FALCHI 1887, p. 503; PINZA 1905, col. 585, fig.174; MEIGGS 1973, p. 479; G(lTTLlCIIEH 1978, p.75, n. 427; THIMl\tE 1980, pp. 327, 406, n. 190;COLONNA 1981, pp. 171-172.

 

 

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Ultima modifica il Sabato, 04 Marzo 2017 13:07

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