Focemicina: scopri il passato

Un viaggio nel passato per far rivivere i ruderi dei Porti di Claudio e di Traiano.

Navigando tra le pagine potrete scoprire i luoghi abitati dai nostri antenati attraverso la ricostruzione virtuale di Portus

Nelle Cronache di Portus potrai rivivere il quotidiano di chi 2000 anni fà abitava il territorio.

Attraverso piccoli dettagli lasciati tra le rovine rimaste a Fiumicino, possiamo capire molto di questa civiltà e comprendere il nostro presente. Buon viaggio!

Fiumicino: vivi il presente

Una finestra interattiva aperta su Fiumicino per conoscere nel dettaglio le risorse di questo territorio.

Età moderna e contemporanea

Dopo l’abbandono quasi totale dei porti imperiali in epoca medievale, l’area appartenne sia a capitoli ecclesiastici sia a diversi proprietari privati.

Le varie vicende che hanno interessato, fra l'Ottocento e i giorni nostri, le aree dei due antichi porti imperiali, ne hanno impedito un'esplorazione scientifica sistematica e continua.

Dopo i primi studi del Fea (1824) e del Nibby (1849), nel 1856 la zona giunse in possesso dei Principi Torlonia che intrapresero una consistente campagna di scavi fra il 1863 e il 1867, nell’ambito della loro tenuta.

I resti messi in luce vennero ricoperti, e ciò limitò l’importanza del pur notevole lavoro topografico di R. Lanciani (1868). Fra il 1919 e il 1924 grandiosi lavori di bonifica agricola, che completavano quelli avviati subito dopo l’Unità d’Italia ad opera dello Stato, furono compiuti nella tenuta dei Torlonia, determinando numerosi rinvenimenti archeologici, tra cui in particolare il bacino esagonale di Traiano e la darsena. In occasione di tali bonifiche furono recuperati numerosi “oggetti d’arte” che andarono ad incrementare le collezioni private di nobili e notabili romani.

Tali lavori ebbero come risultato la sistematica spoliazione dei rivestimenti marmorei delle strutture, l’accumulo di notevoli masse di terra e lo svuotamento degli ambienti sotterranei. Con il passare degli anni, ciò ha avuto come diretta conseguenza il disfacimento dei nuclei delle murature messi a nudo ed il crollo delle stesse, ormai svuotate e sollecitate dalle spinte degli accumuli indiscriminati di terra. Il fatto che l'area fosse rimasta proprietà privata dei Torlonia non permise di progettare scavi in estensione, a differenza di ciò che si stava verificando nella zona espropriata di Ostia. Saggi limitati e studi settoriali vennero tuttavia compiuti in momenti diversi, finché nel 1935 Lugli e Filibeck raccolsero in una monografia tutta la documentazione allora esistente.

Negli anni Cinquanta la Soprintendenza procedette ad apporre vincoli ex lege 1089/39 sull’area dei porti antichi.

Nei medesimi anni, in concomitanza con la costruzione dell’aeroporto di Fiumicino e nei decenni successivi, la Soprintendenza ha effettuato diverse esplorazioni nell’area del Porto di Claudio, riportando in luce, tra l’altro, il molo settentrionale (scavi del 1961, guidati dall’ing. O. Testaguzza, sotto la supervisione della Soprintendenza alle Antichità di Roma I), la banchina orientale con i suoi edifici e 5 imbarcazioni affondate nel bacino del porto di Claudio.

A seguito di tali rinvenimenti fu costruito il Museo delle Navi che conserva ancor oggi i resti delle imbarcazioni, oltre a diversi materiali rinvenuti all’interno di esse o in prossimità delle strutture portuali.

Contemporaneamente nell’area del Porto di Traiano lo stato di abbandono e la crescita di una rigogliosa vegetazione infestante hanno contribuito al degrado progressivo anche di quelle strutture che ancora si conservavano in buono stato sulle quali qualsiasi intervento conservativo risultava assai difficoltoso in quanto la zona era di proprietà privata.

A ciò è da aggiungere che negli anni tra il 1970 ed il 1980 l’area fu utilizzata secondo una destinazione di certo non consona per un sito archeologico: vi fu, infatti, realizzato uno Zoo-safari che comportò la costruzione di percorsi carrabili, grandi gabbie in cemento, ricoveri anche di notevoli dimensioni per gli animali.

Solo nella seconda metà degli anni Ottanta, quando finalmente si giunse ad un esproprio ed i terreni divennero di proprietà dello Stato, si è potuto dare inizio ad un progetto di restauro e recupero ancor oggi in atto. Dal 1985 al 1989 l’area è stata oggetto di un vasto intervento da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha portato alla creazione di un Parco Archeologico.

Negli anni 1999-2000 il Parco Archeologico del Porto di Traiano ha beneficiato di fondi straordinari stanziati dal Governo italiano in relazione alle celebrazioni del Giubileo. La città di Porto è per circa la metà ancora in proprietà privata, mentre il nucleo restante, dopo l’esproprio degli anni Ottanta, insiste su terreno demaniale.

 

 

Per questo capitolo si è attinto alla Relazione “Sistema Infrastrutturale e di Valorizzazione dell’area dei Porti di Claudio e di Traiano. Realizzazione di un sottopasso per il collegamento viario tra Roma e Fiumicino”, redatta dal Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

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