Focemicina: scopri il passato

Un viaggio nel passato per far rivivere i ruderi dei Porti di Claudio e di Traiano.

Navigando tra le pagine potrete scoprire i luoghi abitati dai nostri antenati attraverso la ricostruzione virtuale di Portus

Nelle Cronache di Portus potrai rivivere il quotidiano di chi 2000 anni fà abitava il territorio.

Attraverso piccoli dettagli lasciati tra le rovine rimaste a Fiumicino, possiamo capire molto di questa civiltà e comprendere il nostro presente. Buon viaggio!

Fiumicino: vivi il presente

Una finestra interattiva aperta su Fiumicino per conoscere nel dettaglio le risorse di questo territorio.

Isola Sacra

L'Isola Sacra, intesa come isola vera e propria, è un'isola di circa 12 k sorta presso la foce del Tevere; essa andò formandosi artificialmente per l'allungamento della Fossa Traiana, un canale navigabile scavato al tempo dell'antica Roma, per collegare il fiume al porto Imperiale; a quell'epoca l'isola occupava circa i tre quarti della superficie attuale, il resto venne aggiunto di secolo in secolo, grazie all'apporto dei materiali alluvionali depositati dal fiume Tevere. Fertile e coltivata nell'antichità, poi zona malarica nel Medioevo, venne bonificata nel corso dell'ultimo secolo.

L'Isola Sacra intesa come frazione di 28.867 abitanti del comune di Fiumicino (già trentaseiesima zona di Roma nell'Agro Romano, indicata con Z.XXXVI), è l'abitato che occupa circa i 2/3 dell'omonima isola presso il Tevere.

La parte orientale dell'isola è occupata dagli scavi archeologici della Necropoli di Porto.

Lungo la sponda sinistra del canale di Fiumicino (nel tratto compreso tra Capo due Rami e l’Episcopio di Porto) sono stati rinvenuti circa trecento blocchi e altri elementi (colonne, capitelli, basi, bacini e sostegni di bacini) sbozzati e semilavorati di marmi bianchi e colorati: si tratta di pezzi differenti per forma e per cava di provenienza, molti dei quali iscritti e certamente non appartenenti all’unico carico, bensì accumulatisi nei luoghi di ritrovamento per varie circostanze. Tali marmi sono da considerare residui di magazzini che per qualche ragione non si era fatto in tempo a trasportare Roma e che in molti casi erano anche nell’acqua sia durante le fasi di scarico delle navi marmorarie o di carico dei battelli che dovevano trasportarli a Roma.

Che in questa zona dovesse esistere un antico deposito di marmi di cava era già noto sia dalla famosa veduta prospettica del porto imperiale e della città di Porto eseguita dal Du Perac nel 1575, dove appaiono lungo la sponda sinistra del canale numerosi blocchi e colonne, sia da segnalazioni varie, quali per esempio quella dei Commentari della vita di Pio II, dove sono citati marmi informi e semi rifiniti nell’Isola Sacra, quella di Flavio Biondo nel 1558, Del Melchiorri del 1839 quando si rinvennero “50 grandi massi quasi tutti di africano uno dei quali dell’anno 82. 

Presso l'area archeologica di Ostia Antica sono depositati i marmi di cava del ritrovamento all'Isola Sacra in via Redipuglia. 

I 27 marmi sono riferibili al Cipollino, all'Africano, al marmo Pario, al Bigio africanato, al Proconnesio, al Pentelico e al Pavonazzetto.

 

 du perac

 

marmi redipuglia 

 

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