Focemicina: scopri il passato

Un viaggio nel passato per far rivivere i ruderi dei Porti di Claudio e di Traiano.

Navigando tra le pagine potrete scoprire i luoghi abitati dai nostri antenati attraverso la ricostruzione virtuale di Portus

Nelle Cronache di Portus potrai rivivere il quotidiano di chi 2000 anni fà abitava il territorio.

Attraverso piccoli dettagli lasciati tra le rovine rimaste a Fiumicino, possiamo capire molto di questa civiltà e comprendere il nostro presente. Buon viaggio!

Fiumicino: vivi il presente

Una finestra interattiva aperta su Fiumicino per conoscere nel dettaglio le risorse di questo territorio.

Le Saline Portuensi

Nell’antichità all'area costiera posta a cavallo del Tevere rivestiva un’importanza strategica, infatti, ess permetteva sia il controllo della foce del fiume (principale di comunicazione con Roma e con l’Italia appenninica) sia lo sfruttamento delle saline localizzate in prossimità del litorale.

Secondo la tradizione sulle sponde meridionali del fiume il quarto re di Roma, Anco Marcio (638-614 a.C.), fondò la città di Ostia accanto alla quale creò le prime saline romane alimentate dallo stagno dall’acqua salata.

Canale Romano

 

Sulla sponda opposta del Tevere controllata dagli Etruschi, erano invece collocate le saline di Veio, alimentate anch’esse da uno stagno salmastro (Stagno di Maccarese).

La lunga guerra in cui si affronta Veio e Roma è definita da alcuni studiosi come “la guerra del sale”, perché finalizzata al controllo della produzione di quello che è considerato l”oro bianco dell’antichità.”

Nel 396 a.C. con la sconfitta di Veio anche le saline poste sul lato nord del Tevere (le saline portuensi) passarono sotto il controllo romano rimasero in uso, con il nome di Salinarum Romanarum (Campo delle Saline Romane), sino alla XIVº secolo.

In epoca romana, dunque, si ebbe il momento di massimo sviluppo e sfruttamento delle saline costiere.

Da epoca medievale ebbe inizio il progressivo abbandono del territorio che determinò una lenta decadenza di queste strutture: le saline continuarono a produrre, ma furono progressivamente soppiantate da impianti legati all’allevamento ittico e alla pesca; i Porti di Claudio e Traiano, ormai insabbiati, persero la loro funzione mentre la Via Portuense fu utilizzata fino all’inondazione del Tevere del XVI sec.

Seguirono secoli di totale abbandono in cui l’area fu invasa da acquitrini e paludi: solo le bonifiche del XIX e XX secolo hanno permesso il ripopolamento di questo territorio.

Il territorio in cui ora si colloca il Market Center da Vinci, era occupato in antico dalle saline portuensi. Le campagne di scavo archeologico condotte preventivamente alla realizzazione del centro commerciale, hanno riportato in luce un’estesa e complessa rete di canalizzazioni artificiali destinate a convogliare e distribuire acqua salmastra all’interno delle saline. I canali scavati nel terreno senza l’ausilio di particolari strutture di contenimento, erano talvolta muniti di apparati lignei mobili che avevano la funzione di “chiuse” mediante le quali era controllato il flusso delle acque.

Questa rete idrica è rimasta attiva per un periodo piuttosto lungo: fu realizzata in età romana e rimase in funzione almeno fino al medioevo.

In epoca medioevale si continuò in alcuni casi a utilizzare i tracciati dei canali di epoca romana, sottoposti a continue manutenzioni, o se ne scavarono di nuovi con caratteristiche differenti.

E’ probabile che la destinazione d'uso delle canalizzazioni abbia subito un cambiamento attraverso i secoli: è certo che in epoca romana, esse appartenessero al sistema delle saline.

 planimetria litoranea

 

 

 

 

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