Focemicina: scopri il passato

Un viaggio nel passato per far rivivere i ruderi dei Porti di Claudio e di Traiano.

Navigando tra le pagine potrete scoprire i luoghi abitati dai nostri antenati attraverso la ricostruzione virtuale di Portus

Nelle Cronache di Portus potrai rivivere il quotidiano di chi 2000 anni fà abitava il territorio.

Attraverso piccoli dettagli lasciati tra le rovine rimaste a Fiumicino, possiamo capire molto di questa civiltà e comprendere il nostro presente. Buon viaggio!

Fiumicino: vivi il presente

Una finestra interattiva aperta su Fiumicino per conoscere nel dettaglio le risorse di questo territorio.

Il faro del porto di Claudio

Il faro del porto di Claudio è una struttura oggi perduta, che era costruita secondo recenti studi, alla sinistra del molo. Le antiche testimonianze letterarie così descrivono l’edificio: “costruì (Claudio) il porto di Ostia, edificando il molo destro e sinistro, e all’ingresso, dove prima il fondale era più profondo, gettata massicciata e, affondata prima una nave, con la quale era stato trasportato dall’Egitto il grande obelisco (destinato al circo Vaticano), perché la sua fondazione fosse più stabile, vi edificò sopra un’altissima torre a somiglianza del faro di Alessandria, affinché le navi dirigessero il corso ai suoi fuochi notturni” (Svetonio, Claud., 20,3 ). La rappresentazione letteraria del faro del porto di Claudio induce a immaginare la grandezza e la bellezza dell’opera, dato che è paragonata ad una delle meraviglie del mondo antico, il faro del porto di Alessandria.

Del faro del porto di Claudio, molto ammirato, non ci sono descrizioni per le testimonianze dobbiamo fare ricorso alle monete hanno mosaici.

Fortunatamente, le raffigurazioni che ci restano sono numerose e quella del mosaico della tomba 43 della Necropoli di Isola Sacra, fornisce alcuni elementi per la ricostruzione dell’opera.  Il faro ci appare come una struttura quadrata a quattro piani rientranti, Dove l’ultimo ospitava la fornace per i fuochi a catasta.

Sarebbe possibile ottenere una ricostruzione più attendibile da una pittura dell’epoca degli Antonini (II°secolo d.C.) trovata in un fabbricato del molo destro del porto. Nella pittura compare una costruzione slanciata verso l’alto ai cui lati sono rappresentate due maschere. Si deduce che l’opera possa rappresentare il faro che appare come una costruzione di tre piani formati da tre grossi dadi digradanti in altezza, con in cima la torretta-lanterna. Il primo dado aveva pianta forma di T; seguiva un secondo dado a forma quadrata con il lato di 10 metri poi un fusto cilindrico che si restringeva gradualmente verso l’alto; infine, una torretta cilindrica portabraciere dove si accendeva fuoco.

L’altezza della torre-faro dal livello del mare doveva essere di circa 50 metri. Il sistema di illuminazione consisteva nell’accendere fuochi di legno resinosi la cui luminosità veniva proiettata a circa 50 km. Nel XVº secolo era ancora esistente.

Faro Claudiano

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