Focemicina: scopri il passato

Un viaggio nel passato per far rivivere i ruderi dei Porti di Claudio e di Traiano.

Navigando tra le pagine potrete scoprire i luoghi abitati dai nostri antenati attraverso la ricostruzione virtuale di Portus

Nelle Cronache di Portus potrai rivivere il quotidiano di chi 2000 anni fà abitava il territorio.

Attraverso piccoli dettagli lasciati tra le rovine rimaste a Fiumicino, possiamo capire molto di questa civiltà e comprendere il nostro presente. Buon viaggio!

Fiumicino: vivi il presente

Una finestra interattiva aperta su Fiumicino per conoscere nel dettaglio le risorse di questo territorio.

La Torre Campanaria

La Torre Campanaria della basilica di Sant’Ippolito, tuttora conservata, si trova nell’Isola Sacra e fu costruita nella seconda metà del XIIº secolo, dopo che il papa Callisto II uni alla sede della diocesi di Porto quella di Santa Rufina. In tale occasione, per celebrare l’avvenimento, l’isola fu oggetto di una notevole attività edilizia, il cui diretto testimone è proprio il manufatto.

La storia della torre è strettamente legata alle vicende dell’isola, poiché, nel corso dei secoli ha mutato la sua funzione di torre campanaria per divenire Torre di guardia dell’Isola Sacra.

Nei secoli successivi alla sua costruzione, l’isola decadde in uno stato d’abbandono tale che nel 1463 Enea Silvio Piccolomini, il futuro papa Pio II, fornisce una desolante descrizione della basilica di Sant’Ippolito e della torre campanaria: “giace abbandonata restano solo le mura la torre campanaria senza le campane, non ingloriosa”.

Nella mappa di Eufrosino della Volpaia nel 1547 si mostra il castello di Porto ma non le strutture dell’Isola Sacra.

Nel 1579 sbarcarono da venticinque galere circa 3000 corsari sul litorale tra Ostia e Porto dopo il saccheggio compiuto, il papa Gregorio XIII decise di costruire una Torre di guardia sull’Isola, che appunto da lui prese il nome di “Gregoriana” utilizzando una Torre esistente detta di Sant’Ippolito.

Probabilmente, si trattava del campanile della basilica che ne riporterebbe le tracce nell’inestetica sopraelevazione.

Antonio Bosio, archeologo ed erudito nei primi anni del 1600, a proposito dell’Isola Sacra scrive: “oggi non resta di essa altro vestigio, che un’ala Torre con alcune poche muraglie rovinate nella bellissima Isola, vicino alla riva del Fiumicino in contro alla Città di Porto”.

Alla fine del secolo nella mappa del catasto alessandrino si vede il casale ancora esistente tra la torre campanaria e la chiesa.

Nonostante il campanile ora abbia tutte le finestre chiuse, si possono ancora vedere: le bifore della prima zona sopra la base, le trifore con pilastri e, infine, le trifore, che una volta avevano le colonne, dell’antica cella campanaria.

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