Focemicina: scopri il passato

Un viaggio nel passato per far rivivere i ruderi dei Porti di Claudio e di Traiano.

Navigando tra le pagine potrete scoprire i luoghi abitati dai nostri antenati attraverso la ricostruzione virtuale di Portus

Nelle Cronache di Portus potrai rivivere il quotidiano di chi 2000 anni fà abitava il territorio.

Attraverso piccoli dettagli lasciati tra le rovine rimaste a Fiumicino, possiamo capire molto di questa civiltà e comprendere il nostro presente. Buon viaggio!

Fiumicino: vivi il presente

Una finestra interattiva aperta su Fiumicino per conoscere nel dettaglio le risorse di questo territorio.

Torre Palidoro

La Torre di guardia di Palidoro, fu eretta sulla costa durante il periodo delle invasioni saracene a difesa del castello omonimo e sorge su ruderi romani.

Oggi dista dalla linea di costa circa cento metri.

La Torre aveva azione di difesa del castello di Palidoro, infatti, essa fu costruita all’altezza dell’attuale fosso delle Cadute, poiché i corsi dei fiumi, erano le mete preferite dai pirati per l’approvvigionamento d’acqua.

L’attuale aspetto della torre si deve ai restauri compiuti da Bernardino Cirilli nel 1563, Commendatore dell’ospedale di Santo spirito in Sassia.

L’attività prevalentemente agricola dell’entroterra, spiega come mai la torre non ebbe rilevanti scopi militari. Secondo la “Relazione” del Grillo del 1624, non è “tore di molta considerazione” e la Camera Apostolica la rifornisce di un solo barile di polvere da sparo nel mese di agosto.

Il Miselli nel suo manoscritto del 1692 dice di aver trovato nella torre un torriere e un soldato, mantenuti dalla casa di Santo spirito, proprietaria del manufatto.

Riguardo alla descrizione della torre scrive: “Detta torre è situata lontano dalla Marina passi 200 circa, da Ponente è guardata dalla Fortezza di Palo, discosto da essa poco meno di due miglia, tiene una porta da Greco colla scala di legno per salire al primo piano della Torre, dove poi per mezzo ad una scaletta, che vi è s’ascende alla Piazza d’armi diceva della Torre”.

L’episodio più conosciuto di cui la torre fu protagonista, risale al 1748 quando una galeotta barbaresca, costretta da una furiosa libecciata, si arenò presso lo stagno della torre di Palidoro. L’equipaggio armato di fucili, sbarcò a terra.  Avvertiti dai segnali della torre, le galere pontificie accorsero e disincagliarono il vascello, facendo prigionieri i barbareschi.

Nella descrizione del 1789 si dice che vi devono essere compiuti dei lavori “per l’accrescimento dei soldati”, si sostiene che la stanza di piano terra deve avere luce e aria, in coerenza con la diversa funzione pubblica che la torre deve assumere. La torre è di forma quadrata, di undici mt. di lato, ed ha un’altezza di poco superiore ai 20 mt. Da un catasto del 1845 si sa che la torre era unita di un ponte levatoio. Oggi è stata restaurata ed al al posto del ponte levatoio c’è una passerella fissa. Poco distante, si erge la stele in ricordo del martirio del carabiniere Salvo D’acquisto, che nel 1945 si attestò responsabile dell’attentato a due ufficiali tedeschi, salvando così la vita a numerose persone.

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