Focemicina: scopri il passato

Un viaggio nel passato per far rivivere i ruderi dei Porti di Claudio e di Traiano.

Navigando tra le pagine potrete scoprire i luoghi abitati dai nostri antenati attraverso la ricostruzione virtuale di Portus

Nelle Cronache di Portus potrai rivivere il quotidiano di chi 2000 anni fà abitava il territorio.

Attraverso piccoli dettagli lasciati tra le rovine rimaste a Fiumicino, possiamo capire molto di questa civiltà e comprendere il nostro presente. Buon viaggio!

Fiumicino: vivi il presente

Una finestra interattiva aperta su Fiumicino per conoscere nel dettaglio le risorse di questo territorio.

Il trucco c'è e si vede...

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Vi è mai capitato di entrare in un museo Romano e notare le statue e i dipinti degli uomini e delle donne romane ben acconciati con le loro bizzarre pettinature?
Sembra di essere in un salone di bellezza.

 

Eppure, le statue romane, oggi, non ci danno un’idea completa dell’originale estrosità dei romani in fatto di trucco e cosmesi.
Esse non avevano il color del marmo, ma erano dipinti con tinte molto appariscenti. Le donne amavano farsi belle utilizzando creme e cosmetici. Preziosi unguenti, olii profumati, kajal, ma anche pietra pomice e soda. Bellezza e igiene nell’antica Roma non erano facoltative per chi tenesse a migliorare o a mantenere la propria posizione sociale.

Il trucco

Malachite

I trucchi erano riservati alle donne più mature, senza il minimo riguardo per l’effettiva compatibilità con la pelle umana si preparavano cosmetici con prodotti altrimenti utilizzati in pittura.
Fondotinta a base di caolino, il cinabro per il rosso, la malachite per il verde, la polvere di corno per marcare le sopracciglia, ossidi di rame e ossidi di ferro che non davano vita soltanto a colori violenti ma erano anche causa di “misteriosi” avvelenamenti.

Cinabro

Anche gli uomini a volte ricorrevano al trucco, più che altro per coprire difetti o un colorito malsano della pelle.
L'impostazione della moda era influenzata dalle culture e dai costumi delle popolazioni con cui i romani venivano in contatto.

La depilazione
La depilazione, con la cera o con la rasatura, era suggerita anche agli uomini che comunque non dovevano presentare sulle gambe peli ispidi. Alle donne Ovidio sconsigliava vivamente l’esposizione al sole. E mentre le sopracciglia dovevano essere molto scure la pelle del viso era da preferire chiarissima.

Le acconciature
Ricercatissimo era il lavoro delle Ornatrix che sarebbe riduttivo chiamare parrucchiere.
La loro preziosa manodopera era contesa tra le dame romane e così costosa da determinare la necessità per più famiglie di condividere la stessa acconciatrice.
In fatto di colore grande successo avevano i capelli biondi come quelli delle donne barbare.
Le romane li ottenevano utilizzando erbe contenenti ammoniaca.
I capelli posticci arrivavano dall’India o dal nord Europa, dove ad ogni conquista corrispondevano carichi di capelli chiari destinati ad essere venduti nei mercati romani.

Salvia
Zafferano

Anche gli uomini si tingevano i capelli, soprattutto di nero, mentre per le prostitute sembra che ci fosse, oltre all’arancione fuoco, il turchino.
Nardo, giglio e gelsomino erano alla base di cosmetici destinati alla cura del corpo.
Zafferano, salvia e alloro erano normalmente in uso sia in cucina che per la cura del corpo.

Cosmesi e cucina, tanto importanti per le economie dei paesi, e di fatto il primo veicolo di scambio culturale tra i popoli, venivano programmate così in ambito domestico grazie all’interesse e all’apertura delle donne romane.


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