Quando i gladiatori erano come i calciatori...

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I calciatori di oggi e i gladiatori dell'Antica Roma hanno almeno una cosa in comune: 2000 anni fà le donne non riuscivano a resistere ai lottatori che si sfidavano negli anfiteatri. 
 
Quelli con il maggiore seguito erano i gladiatori vincenti, ma non mancavano le simpatie anche per quelli meno fortunati.
I graffiti non lasciano spazio a dubbi.  "Il trace Celado fà sospirare le ragazze" si legge nella caserma dei gladiatori. Il fatto che l'iscrizione sia stata trovata in un luogo frequentato dai lottatori potrebbe essere indicatore del fatto che sia stato proprio uno di loro a scrivere, ma il contenuto è sicuramente veritiero.
Addirittura da un'altra parte è possibile leggere che il Crescente, un reziario (vale a dire un gladiatore specializzato nei combattimenti con le reti) era "il medico notturno del­le ragazze".
Anche le donne più abbienti non resistevano. Giovenale racconta di una matrona, tale Eppia, che aveva lasciato la casa e la famiglia per seguire il gladiatore Sergetto. Quest'ultimo pare non avesse avuto neanche particolare fortuna durante l'esibizioni. L'autore latino infatti scrive, alludendo proprio a Sergetto: "che attende­va, ormai, con quel braccio spezza­to il suo congedo; e molti sfregi avea nel volto, e il ciuffo diradato dall’el­mo, e in mezzo al naso un grossissi­mo porro; e un male acuto gli facea sempre gocciolare un occhio.  Ma un gladiatore egli era!".